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Le Biografie
Francesco Ferrara
Palermo, 7 dicembre 1810 – Venezia, 1900
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Francesco Ferrara, il più autorevole economista italiano del Risorgimento, giornalista e
uomo d’azione, nacque a Palermo il 7 dicembre 1810 da Francesco e Rosalia Alaimo. Trascorse l’infanzia e la giovinezza nel palazzo del Principe di
Castelnuovo, Carlo Cottone, che con la sua protezione gli assicurò una vita agiata e una formazione pari a quella dei giovani aristocratici.
Studiò dai padri Gesuiti e Filippini e intraprese il corso di laurea in medicina che
poi abbandonò per dedicarsi agli studi economici e sociali. Il suo primo
scritto fu Dubbi sulla statistica del 1835 dedicato alle relazioni
metodologiche tra la statistica e l’economia.
Nel 1833 fu assunto come commesso della direzione centrale di Statistica di Palermo e
nel 1836 fondò il “Giornale di Statistica” a cui collaborarono anche Emerico
Amari, Raffaele Busacca e Vito D’Ondes Reggio.
L’impegno comune nella redazione del giornale creò una forte intesa intellettuale e umana
tra i quattro e particolarmente Ferrara si legò alla famiglia Amari con la
quale finì per imparentarsi.
Tra gli
scritti più noti apparsi sul periodico della Direzione di Statistica si
ricordano:
Sulla teoria della statistica secondo Romagnosi, del 1836; Sul cabotaggio fra
Napoli e Sicilia, del 1837; Cenni sulla miglior maniera di formare
uffici statistici, e i Fanciulli abbandonati del 1838; Studi
sulla popolazione della Sicilia del 1840; Malthus, i suoi avversari, i
suoi seguaci, le conseguenze della sua dottrina, Della riforma postale,
e i I periodi dell’economia politica del 1841.
Dal 1840 collaborò per due anni con il periodico “La Ruota” e nel 1844, da segretario
della Camera di Commercio di Palermo, creò ad una nuova serie del “Giornale di
Commercio” sul quale scrisse insieme ad Amari e Busacca.
Sempre nel 1844 avanzò la sua candidatura al concorso per la cattedra di Economia
dell’Università di Palermo ma alla fine si ritirò per aiutare la vittoria
dell’amico Raffaele Busacca.
Dal 1844 la sua attività cominciò ad incontrare l’ostilità borbonica e nel 1846 i suoi
periodici cessarono le pubblicazioni.
Nel novembre 1847 contribuì alle agitazioni contro i Borboni facendo circolare
anonima la sua Lettera di Malta, pamphlet di protesta contro il governo
napoletano.
La notte del 10 gennaio 1848 fu arrestato insieme ad Emerico Amari e ad altri dieci liberali
ma dopo alcuni giorni, quando la Rivoluzione era ormai vittoriosa, fu liberato
dal popolo palermitano.
Entrato a far parte del comitato rivoluzionario, partecipò ai lavori della commissione
che doveva preparare l’Atto di Convocazione del General Parlamento di Sicilia e
fu eletto deputato alla Camera dei Comuni.
Da febbraio ad ottobre diede alle stampe, insieme a Vito D’Ondes Reggio, al
giornale “L’Indipendenza e la Lega” con programma costituzionalista e
federalista.
Prese parte alla commissione diplomatica inviata a Torino per offrire al Duca di
Genova la corona siciliana e in questa città, una volta soffocata la
Rivoluzione in Sicilia, si trasferì in esilio.
In Piemonte collaborò al “Risorgimento” di Cavour e ottenne la cattedra di
Economia politica nell’Università della capitale dove fondò importanti giornali
e periodici come “La Croce di Savoia”, “Il Parlamento” e “L’Economista”.
Sempre a Torino promosse la pubblicazione della “Biblioteca dell’Economista” che uscì
per i tipi della casa editrice Pomba. Della “Biblioteca dell’Economista”
Ferrara curò le prime due edizioni, dal 1850 al 1867, nelle quali furono
presentate in traduzione italiana opere generali e trattati speciali di
economia.
Dopo aspri e continui dissapori con l’ambiente politico sabaudo e particolarmente
con Cavour, nel 1858, per motivi disciplinari, fu costretto ad abbandonare la
cattedra di Torino trasferendosi all’Università di Pisa.
Rientrato in Sicilia dopo l’impresa dei mille, s’impegnò strenuamente in difesa
dell’autonomia siciliana e prese parte ai lavori del Consiglio Straordinario di
Stato per la Sicilia.
Nel 1861 tentò senza successo di essere eletto al Parlamento italiano ma, avvicinatosi a
Quintino Sella, ottenne la nomina a direttore delle Imposte e a consigliere
della Corte dei Conti.
Nel 1868 fondò a Firenze la Società di economia politica e nel 1874 la Società Adamo
Smith che gli consentirono di polemizzare con i socialisti della cattedra in
difesa del liberismo. Sempre nel 1868 fu nominato direttore della nuova Scuola
Superiore di Commercio di Venezia e fondò “L’Economista”, organo editoriale
della Società Adamo Smith. In questi anni fu un assiduo collaboratore della
“Nuova Antologia”, commentando criticamente le principali riforme di politica
economica in materia di credito, imposte e istituzioni.
Nel 1867 fu ministro delle finanze del governo Rattazzi battendosi per la vendita dei
beni ecclesiastici e l’abolizione del corso forzoso. Si dimise dopo pochi mesi,
partecipando intensamente, spesso seduto tra i banchi dell’opposizione,
all’attività politica e parlamentare. Fu nominato senatore del Regno nel 1881.
Morì a Venezia nel 1900, e dopo pochi anni le sue spoglie furono traslate nella Chiesa
di S. Domenico a Palermo dove riposano.
Opere
- Opere Complete, sotto gli auspici
dell’Associazione Bancaria Italiana e della Banca d’Italia, Roma, Bancaria
editrice, 14 volumi, 1955-2001 (comprende: Lezioni di economia
politica. Parte prima: corso per l’anno accademico 1856-’57; Lezioni
di economia politica. Parte seconda: corso per l’anno accademico 1857-‘58,
sezioni organiche di corsi, prolusioni, lezioni di chiusura e materiali
inediti; Scritti di statistica; Epistolario, 1835-1897 (a
cura di Pier Francesco Asso); Indice generale. Indice dei nomi di
A. Calcagni Abrami e L. Chimirri; Indice dei soggetti e delle cose
notevoli di P.F. Asso; Prefazioni alla Biblioteca dell’economista,
in quattro parti; Articoli su giornali e scritti politici. Parte
prima (1844-1850) e parte seconda (1850-1856) a cura di Francesco Sirugo;
parte terza a cura di Riccardo Faucci; Discorsi e documenti
parlamentari, 1867-1875; Saggi, rassegne, memorie economiche e
finanziarie; Atti del Congresso in onore di FrancescoFerrara)
- Esame storico - critico di economisti e dottrine economiche, 2 voll., Torino, Utet, 1889-1891.
- Lezioni di economia politica, a cura di G. De Mauro Tesoro, 2 voll., Bologna, Zanichelli 1934-’35.
- Memorie di statistica, Roma, Botta, 1890.
Biografia a cura di Pier Francesco Asso
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